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PRIMA LA SCUOLA. Fondi Europei e non solo: Monza oltre il Recovery Fund

Chi ha seguito con interesse il dibattito che, da ormai un anno, riguarda il Recovery Fund avrà certamente notato un particolare molto importante che andremo velocemente ad approfondire.

La maggioranza dei politici, tecnici, studiosi e intellettuali hanno definito necessario un maggior coinvolgimento degli Enti Locali, e soprattutto dei Comuni, per far sì che i famosi 209 miliardi possano essere spesi in modo rapido ed efficace.

Come Monza in Azione stiamo cercando ormai da diversi mesi di fare un ulteriore passo in avanti. I fondi europei, infatti, e più in generale le fonti di finanziamento esterne di un Comune, non sono identificabili soltanto nel Recovery Fund, anzi. E sicuramente il Recovery Fund non durerà in eterno.

I fondi europei così come i fondi messi a disposizione da soggetti pubblici e privati, operanti in ambito nazionale e locale, esistono da decenni, e alcuni Comuni più lungimiranti di altri hanno saputo ottenerli e spenderli, realizzando progetti che hanno migliorato sensibilmente la vita dei cittadini e potenziato l’offerta di servizi sul territorio. Altri Comuni italiani si stanno attrezzando con delle strutture create ad hoc.

L’obiettivo che Monza si deve dare è di entrare in quel ristretto gruppo di Comuni che, in Italia, riescono ad ottenere ogni anno oltre 400.000 euro di finanziamenti dall’Europa.

Porsi un traguardo ambizioso è il primo passo per provare a raggiungerlo, e soprattutto per effettuare un deciso passo in avanti rispetto al 2018 e il 2019, anni nei quali il Comune è riuscito ad ottenere rispettivamente 130.000 e 160.000 euro. Risorse ancora esigue, che devono assolutamente aumentare per poter offrire servizi sempre più diffusi, innovativi e soprattutto rispondenti alle esigenze di cittadini e territorio.

Quanto fatto in questi anni è troppo poco. Due dati su tutti lo dimostrano: il primo riguarda la sezione “Progetti Europei” dello stesso Comune, ormai non più aggiornata dal 2015 (https://www.comune.monza.it/it/comune/Documenti-e-Piani/progetti-europei/), nonostante il progetto “Tangram” sul Turismo sostenibile che vede il Comune di Monza ente capofila.

Il secondo dato riguarda il cosiddetto “Ufficio Europa” che dovrebbe mettere insieme tutti i Comuni della Brianza per lavorare su una cabina di regia per i fondi europei, del quale si parla da 3 anni e per il quale siamo ancora alla fase della “formazione da erogare agli operatori che poi opereranno negli uffici” (https://anci.lombardia.it/dettaglio-news/20213311111-anche-la-brianza-verso-l-ufficio-europa-illustrata-la-convenzione-che-gli-enti-locali-brianzoli-firmeranno-per-formalizzare-il-seav/anci.lombardia.it).

Come Monza in Azione stiamo preparando una proposta su una cabina di regia che possa attrarre fondi europei, nazionali e privati. Stiamo programmando che struttura dovrà avere, da quante persone dovrà essere composta e con quali professionalità, quali saranno gli obiettivi raggiungere e in che tempi, immaginando un futuro nel quale tale struttura dovrà gestire progetti finanziati, stiamo pensando anche al rafforzamento affinché i soldi non vengano soltanto ottenuti, ma anche spesi e spesi bene.

Utilizzando un gergo internazionale ma che piano piano si sta facendo largo anche in Italia, una struttura di Project Management che monitori i bandi aperti, intrattenga contatti con realtà pubbliche e private del territorio, che sappia scrivere un progetto dall’alto potenziale e, successivamente, gestirlo insieme ai soggetti partner. Per fare in modo che le entrate del bilancio comunale non siano sempre e soltanto costituite dagli stanziamenti dello Stato e dalle tasse pagate dai cittadini, ma anche da fonti esterne, se vogliamo meno tradizionali, ma parimenti importanti perché non gravano sulla cittadinanza e al contempo permettono di impattare sulla vita delle persone.