L’importanza delle pari opportunità

L’importanza delle pari opportunità

 

Le disparità di genere hanno radici profonde e riversano in una diseguale distribuzione delle opportunità tra uomini e donne che causa disuguaglianze sociali ed economiche. 

Nascono nelle famiglie, maturano durante l’infanzia, si consolidano a scuola, si perpetuano all’Università e si cementano nel mercato del lavoro. Sappiamo, ad esempio, che sin dall’infanzia alle bambine viene spesso proposto un modello femminile che ricalca i ruoli ricoperti dalle donne in passato cioè dedito all’accudimento familiare invece che proteso all’indipendenza economica e al raggiungimento delle proprie ambizioni e disincentiva le giovani studentesse a frequentare facoltà scientifiche.

Non sorprende quindi che, nonostante le donne laureate siano più degli uomini (il 56% del totale dei laureati e il 60% con studi post-laurea), le studentesse iscritte alle discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) sono pochissime come le donne che lavorano nei rispettivi settori.

Le differenze di genere si riversano fortemente nel mercato del lavoro. Il tasso di partecipazione  al lavoro femminile è pari al 56,5% in Italia, ultimo in Europa. E anche quando lavorano, le donne sono ai margini del mercato del lavoro: in maggioranza lavorano part-time, spesso non volontario, o in contesti precari, e pochissime raggiungono vertici decisionali e gestionali. Guadagnano meno degli uomini a parità di posizione lavorativa. Secondo gli studi, una donna che lavora tutto l’anno, rispetto ai colleghi uomini, comincia a guadagnare da metà del mese di febbraio, ben un mese e mezzo dopo, periodo durante il quale sembrerebbe lavorare gratis. 

Non solo il lavoro ma anche la condizione generale delle donne, già critica, è stata messa a dura prova dalla pandemia. 

I settori che hanno risentito dell’emergenza sanitaria (servivi di cura alla persona, istruzione, turismo, commercio ecc) sono quelli a maggiore occupazione femminile. Inoltre, con la modalità del lavoro da casa e le chiusure delle scuole, è aumentato lo squilibrio degli impegni domestici e famigliari, tradizionalmente a carico delle donne. Giusto a titolo esemplificativo, sono state il 76% le donne che hanno richiesto il Congedo Covid (congedo indennizzato per astenersi dal lavoro durante il periodo di quarantena dei figli).

Questi dati drammatici rappresentano un gap sistemico e sistematico che non può più essere ignorato e sottovalutato. 

La parità di genere è un diritto umano e universale e perseguirlo risponde ad un preciso dettato costituzionale. 

Per raggiungere questo obiettivo servono azioni più profonde (congiunte e di concerto con tutti gli attori della società civile e delle istituzioni preposte, associazioni ed Enti del Terzo Settore che operano sul territorio) e che incidano lungo tutto l’arco della vita di una donna, correggendo le disuguaglianze strutturali e garantendo loro scelte autonome e libere. 

Per Azione ogni intervento per le donne, per combattere gli stereotipi di genere lungo tutta la filiera educativa e lavorativa, per favorire la loro carriera scolastica e professionale, per raggiungere l’equiparazione del loro salario, per tutelarle ed aiutarle soprattutto in via preventiva con reti antiviolenza e case rifugio potenziate sono tese ad affermare concretamente le pari opportunità. 

Il gruppo Pari Opportunità di Monza e Brianza in Azione c’è.